Dalla visita al Museo Storico della Liberazione di via Tasso a Roma, al desiderio di far luce su una storia dimenticata e capire come poter trovare notizie di una persona, di un partigiano, del quale si conosce solo il nome e un cognome.
L’appassionante ricerca di Annamaria Isonni raccontata dall’autrice di origini camune, passo dopo passo, emozione dopo emozione, nella pubblicazione “L’identità negata”.
Un fatto della Storia della Resistenza in Valsaviore che, come afferma l’autrice, “è ora di scoprire “.
“L’uccisione del segretario politico della sezione fascista di Cedegolo destò notevole impressione in tutta la zona, tanto è vero che il -comando della Gnr decise di attuare una rappresaglia esemplare: due componenti del distaccamento garibaldino di Sellero, in commissario Luigi Soresini (Renato) e Carmelo Gabrieli, da tempo incarcerati a Breno, furono condotti nei boschi vicini a Sellero e fucilati”. [...] Da La “baraonda” di Mimmo Franzinelli pag.229
“Quella mattina, come tutte le mattine, mia nonna andava su in cascina per accudire gli animali e raccogliere le poche uova appena fatte, e sbrigate tutte le faccende, scendeva per il vialetto che portava dietro al cimitero. Appena intrapresa la piccola curva, le si parò davanti uno spettacolo terribile: Carmelo, disteso a viso in su con gli occhi rivolti al cielo e sulla camicia azzurrina, un piccolo segno rosso, sul cuore, accanto un giovane russo, morto in seguito alle ferite riportate nello scontro a fuoco del giorno prima, tra lui e il segretario del fascio Repubblicano, Albero Boniotti, da tempo conosciuto dai partigiani come pericolosa spia; Renato giaceva invece di schiena, probabilmente colpito alla testa, immerso in una pozza di sangue”. Da L’Identità negata di Annamaria Isonni.



















