CASE DI VISO, 16 OTTOBRE 1944.

Il 16 ottobre del 1944 le truppe nazifasciste del comando di Edolo si recarono in Val di Viso alla ricerca dei partigiani. L’alpeggio in quella data era già libero dai mandriani che avevano trasportato in paese le loro mucche. Permanevano sul luogo alcuni pastori, tra di essi Duilio Faustinelli che scrisse una sua testimonianza sugli avvenimenti (Cfr. La ‘Cattastrofe’), Giorgio Faustinelli con il figlio Renato e alcuni muratori occupati nella ristrutturazione di alcune baite.

Al primo arrivo dei tedeschi sottoposti al comandante Kaasik, quasi tutti i presenti a Viso si erano rifugiati e nascosti sui fianchi della montagna. I nazisti trovarono però due persone sul luogo oltre ai pastori: Matteo Maculotti e Dario Faustinelli, il primo già anziano e il secondo con l’esonero da obblighi militari. I due vennero caricati su un camion e trasportati assieme al resto delle truppe tedesche verso il paese di Pezzo dove i nazisti stavano interrogando molte persone del paese presso la “Pensione Amici”. A metà strada però i tedeschi invertirono la marcia e ritornarono a Viso.

Cominciarono a sparare verso l’abitato per impedire la fuga di chi, ritornato presso le baite pensando che il rastrellamento fosse finito, era vicino alle case. A quel punto si scatenò il massacro. Innanzitutto ferirono ad una gamba il pastore Giorgio Faustinelli. Poi colpirono Cipriano Faustinelli che fuggiva urlando in preda al terrore. In seguito colpirono a morte Martino Faustinelli, Giovanni Maculotti, Celeste Zuelli.

I due sequestrati nell’ incursione precedente, Matteo e Dario, furono messi al muro, derubati di tutto, uccisi e buttati nel fiume Arcanello. I sei morti gettarono il paese nella costernazione e il gruppo fu quasi costretto allo scioglimento.

Rimisero il fazzoletto rosso per celebrare il 25 aprile.

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