“La personalità più rilevante del partigianato comunista in Valcamonica è l’avvocato Aldo Caprani, la cui vita attraversa tutte le fasi dell’Italia novecentesca: l’epoca liberale, il ventennio fascista e la nascita della Repubblica.
Nato a Malegno il 10 gennaio 1899 dal sindaco della cittadina (l’ingegnere Giovanni Caprani), viene arruolato nel 1917; in trincea matura ideali pacifisti. Nel febbraio 1920, subito dopo la smobilitazione, aderisce al movimento bresciano degli ex combattenti ghislandiani, col quale un anno più tardi confluisce nel Partito socialista: Caprani ne rappresenta la corrente massimalista, ovvero la componente dichiaratamente rivoluzionaria. Quando, tra il 1922 e il ’23, lo squadrismo scompagina l’organizzazione, egli radicalizza le posizioni e s’iscrive al Partito comunista, assumendo nel 1925-26 la guida dei nuclei clandestini bresciani. Laureatosi in giurisprudenza, apre uno studio legale nella città di Brescia, ma l’attività professionale è danneggiata dalle frequenti perquisizioni motivate da discriminazione politica: è infatti schedato come «sovversivo». In un’occasione le camicie nere sfasciano gli arredi e gettano dalla finestra mobili e carte d’ufficio.
Dopo un decennio di vita grama, espatria illegalmente a Parigi, dove vive da «rivoluzionario professionale». Arrestato nel luglio 1940 e internato nel campo di Vernet, dopo alcuni mesi viene estradato in Italia. Assegnato al soggiorno obbligato, l’8 settembre 1943 si trova in provincia di Como. Tornato a Brescia, si collega alla rete clandestina comunista e sale in Valsaviore, dove assume le funzioni di commissario politico garibaldino. Il maturo avvocato spiega con passione ai partigiani i rudimenti ideologici dell’antifascismo e i caratteri della storia contemporanea europea, per far loro comprendere il significato generale della Resistenza.
Nella primavera 1945 collaborerà come delegato garibaldino con il capo delle Fiamme verdi Romolo Ragnoli nella suddivisione della Valle Camonica in zone operative, in vista della liberazione e del ripristino della democrazia.
Stabilitosi a Brescia, diverrà consigliere comunale e, il 2 giugno 1946, deputato alla Costituente, unico esponente del PCI a livello provinciale. A Roma svolgerà un’attività frenetica, con due obiettivi di fondo: il rinnovamento dello Stato e il miglioramento della situazione socioeconomica lombarda. Un collasso lo stroncherà a soli 48 anni, mentre – uscito da un ventennio di stenti e di persecuzioni – contribuisce alla ricostruzione dell’Italia dalle rovine della dittatura e della guerra. La salma viene rivestita con la bandiera della 54a Brigata Garibaldi”.
Testo tratto da “Il Museo della Resistenza di Valsaviore - Guida alla storia e alla documentazione” di Mimmo Franzinelli

UN UOMO CHE CON CORAGGIO HA DIFESO LA LIBERTÀ : “ALDO ROMUALDO CAPRANI”
- ”IL NOME DELLA LIBERTÀ: ALDO ROMUALDO CAPRANI E IL VALORE DELLA MEMORIA”
Una proposta di lettura del Prof. Maurizio Ricci – Scuola Secondaria di I grado di Malegno
- Aldo Romualdo Caprani (1899–1947): Una Vita per la Libertà, la Giustizia e la Costituentea cura del prof. Maurizio Ricci



















